12 febbraio 2011

Un osservatorio per raccontare le donne


All'Università Bocconi presentate 15 proposte per facilitare l'ingresso delle donne nel mondo del lavoro. «Sono molto felice di essere tra voi. Puntare sulle donne non è solo un atto di eguaglianza sociale, ma anche un fattore di crescita economica - ha dichiarato il sindaco di Milano, Letizia Moratti».

Focus - l'occupazione femminile, dato 2009, è ferma in Italia al 46,4 %, lontana dalla media europea secondo quanto rilevato dall'Ocse
La ricerca promossa da Elle - www.elle.it – è stata realizzata da Sorelle d'italia - www.sorelleditalia.net – in collaborazione con l'istituto Piepoli. Milano, Roma, Bari e Bologna le città nella quali si sono svolti forum e sono state raccolte migliaia di interviste che hanno dato corpo al libro bianco presentato da Danda Santini, direttrice della rivista Elle, alla presenza del ministro Carfagna e di parlamentari di maggioranza ed opposizione. Si tratta di un osservatorio per raccontare le donne italiane, i desideri, le aspettative ed i problemi.
Si parte da un dato oltremodo preoccupante: l'occupazione femminile, dato 2009, è ferma in Italia al 46,4 %, lontana dalla media europea secondo quanto rilevato dall'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) che ha pubblicato i dati relativi al tasso di occupazione femminile e a quello giovanile.
Magra figura per l'Italia che si conferma fanalino di coda per quanto riguarda l'occupazione femminile e mostra preoccupanti dati anche nel rapporto tra giovani e lavoro.
Il nostro 46,4% è ben lontano della Norvegia (74,4%), ma anche dalla media dei Paesi Ocse pari al 56,5%.
Per fortuna il nostro Paese ha mostrato miglioramenti negli ultimi dieci anni passando dal 38,3% al dato attuale, tuttavia, complice probabilmente anche la crisi economica, nell'ultimo anno ha perso quasi punto percentuale rispetto al 2008, quando il tasso di occupazione femminile era pari a 47,2%.
Da qui le proposte:
a) tassazione vantaggiosa per le imprese che assumono donne – proposta di legge dei senatori Morando ed Ichino;
b) inserire negli appalti pubblici, punti a favore delle ditte che mettono in atto buone pratiche;
c) contributi figurativi per 24 mesi per il primo figlio e 12 per il secondo in sostituzione dell'anticipo della pensione;
d) integrazioni contributive per i periodi di lavoro part time;
e) possibilità di anticipare la pensione per tutti in caso di cura di anziani;
f) detrazioni maggiori per le famiglie nelle quali entrambi i coniugi lavorano per le spese di cura di bambini ed anziani;
g) indennità di maternità per 5 mesi anche per le lavoratrici autonome, precarie o per quante sono in cerca di lavoro;
h) congedi di paternità obbligatori per 2-6 settimane – proposta di legge dell'onorevole Saltamartini;
i) deduzioni fiscali o incentivi per le aziende che favoriscono la nascita di asili nido e l'allargamento dei programmi per il tempo pieno.
Alcune di queste proposte, secondo le parlamentari intervenute (tra cui Emma Bonino, Alessia Mosca e Barbara Saltamartini), si possono realizzare e far approvare con una certa facilità perché sono a costo zero, senza vincoli di bilancio.
Il Ministro Carfagna ha ricordato il Piano di conciliazione per investire 40 milioni sui servizi per le famiglie e per l'infanzia: tali somme sono state trasferite alle regioni proprio nel mese di gennaio ed i progetti sono in via di presentazione.
Nel merito del tema è di qualche interesse segnalare anche la rilevazione Unioncamere pubblicata a dicembre del 2010 sulle imprese con donne come titolari. Nelle regioni del centro e del nord il numero è cresciuto nel 2009-2010 del 5% ed anche se rispetto al 2004 il totale è diminuito da 540.000.- a 529.000.- viene rilevato che il fenomeno è di gran lunga infriore a quello maschile. In particolare la Toscana registra un aumento costante delle donne imprenditrici negli ultimi 5 anni.
L'analisi dei dati conferma che la crescita è molto influenzata – oltre il 4% - da imprese con titolare una donna straniera

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