16 dicembre 2010

«Autoritratte»: le «mai viste» degli Uffizi


Escono dai depositi per una mostra le opere della «sezione femminile» della galleria fiorentina


Firenze. Alla Sala delle Reali Poste, dal 17 dicembre al 30 gennaio, si terrà la decima edizione del ciclo «I mai visti» con la mostra «Autoritratte. Artiste di capriccioso e destrissimo ingegno», promossa dagli Amici degli Uffizi. Sottolinea il direttore della Galleria degli Uffizi Antonio Natali: «Quest’anno non si dirà "i mai visti", ma "le mai viste"; perché l’esposizione di Natale agli Uffizi è tutta votata al femminile, a creazioni concepite da donne; anzi, a effigi di donne che meditano sulla propria apparenza o sulla propria identità intellettuale e poetica. Nella mostra ci s’avvedrà che a partire dalla metà del Novecento l’esercizio espressivo delle donne s’arricchisce; e nel contempo si amplifica l’intensità della loro voce. La poesia, sia essa di parola, di figura o d’invenzione, non può prescindere dalla libertà. Libertà d’esprimersi senza sentire sul collo il vento o anche soltanto l’alito dei pregiudizi.
Libertà di essere (e non solo di sentirsi) pari a qualsiasi altro compagno di viaggio». E in effetti la rassegna, a cura di Giovanna Giusti, è dedicata alla «sezione femminile» della Collezione di autoritratti della Galleria degli Uffizi. Le «Autoritratte» sono una parte minima della intera Collezione, comprendente circa 1.700 opere, unica per originalità e ricchezza. La mostra percorre, attraverso l’osservazione di opere passate e contemporanee, l’attenzione rivolta da artiste donne alla propria immagine: dalle «storiche»  Tintoretta, Lavinia Fontana, Rosalba Carriera o Elisabeth Vigée Le Brun fino alle meno note Marianna Waldstein, Irene Parenti Duclos, Therese Schwartze Van Duyl, Elza Ransonnet Villez, Marie Collart Henrotin; ma anche Merret Oppenheim, Marie Laurencin, Kathe Kollowitz, Elisabeth Chaplin, Olga Carol Rama.
Un particolare significato assumono tre ritratti di ignote artiste,  «da battezzarsi», come scritto sul retro di una delle tele, i  cui nomi ci si augura possano tornare alla luce, come quello di una straordinaria giovane Maria Hadfield Cosway,  riconosciuta recentemente ed esposta per la prima volta.
Nelle parole della Soprintendente Cristina Acidini: «Per le collezioni fiorentine era tempo che si raccogliessero i frutti di un ormai lungo lavoro d’indagine documentaria e di ricognizione critica, grazie al quale negli anni molte personalità artistiche femminili sono riemerse negli studi, in attesa d’esser presentate ad un più vasto pubblico».
La mostra, a ingresso gratuito, è realizzata dalla Galleria degli Uffizi (la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze) e organizzata da MondoMostre con il contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e il sostegno di Knauf e Ataf.

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