10 gennaio 2010

nasce comitato Pari o Dispare

Per le pari opportunità di lavoro e carriera e contro stereotipi media

(Roma) La Costituzione italiana e le direttive Europee sulla parità sono i pilastri su cui si fonda il Comitato Pari o Dispare, i cui obiettivi saranno illustrati oggi, lunedì 11 gennaio alle ore 11 all’Istituto dell’ Enciclopedia Italiana - Sala Igea, Piazza della Enciclopedia Italiana, 4 – . Nel corso della conferenza stampa interverranno l’economista Fiorella Kostoris e la vice presidente del Senato, Emma Bonino, rispettivamente presidente e presidente onoraria del Comitato. L’incontro sarà aperto dal presidente dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, Giuliano Amato, e vedrà la partecipazione di donne e uomini che hanno contribuito a segnalare o risolvere qualche aspetto della questione femminile o che rappresentano l’eccellenza al femminile in diversi settori e ambiti professionali.

Pari o Dispare - osservatorio sulle discriminazioni nei confronti delle donne: per le pari opportunità di lavoro e di carriera, per il merito, per contrastare gli stereotipi femminili diffusi dai media che influenzano l’accesso e il trattamento nel mercato del lavoro, la segregazione orizzontale e verticale, le retribuzioni - riunisce donne, ma anche di uomini, individui e associazioni, diversi per età, per impostazione culturale, per appartenenza politica, per settore occupazionale, per posizione nella professione, che considerano la diversità come una ricchezza. Un Comitato aperto a nuovi ingressi di persone o di gruppi, perché finalmente l’unione e le tante differenze all’interno di una larga rete facciano la forza.

Obiettivo del progetto l’effettivo raggiungimento della parità fra uomini e donne italiani attraverso il lavoro, semplicemente facendo leva sulla meritocrazia. Nell’occupazione bisogna far emergere, riconoscere e valorizzare il merito, che è presumibilmente identicamente distribuito fra maschi e femmine, per ragioni sia di efficienza, sia di equità del nostro sistema-Paese.

“Pari o Dispare, ponendosi l’obiettivo strategico della parità di genere nel lavoro attraverso la meritocrazia, intende fare – si legge in una nota stampa - ciò che la Direttiva europea 54 - riguardante l’attuazione del principio delle pari opportunità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione - chiederebbe ad una Agenzia pubblica indipendente e dotata di terzietà rispetto all’ Esecutivo. In assenza di una siffatta Agenzia e senza prospettive a breve termine in questa direzione nel nostro Paese, Pari o Dispare vuole ottenere tale parità, monitorando i comportamenti degli operatori e delle organizzazioni del mercato del lavoro (imprese, parti sociali, associazioni di professionisti, Pubblica Amministrazione Locale o Centrale, Enti pubblici o privati ), nell’ipotesi che essi debbano essere lasciati pienamente liberi di decidere in ambito di assunzioni, formazione, promozioni, retribuzioni, ma, al verificarsi di loro azioni sistematicamente discriminatorie verso le lavoratrici, vadano richiamati all’applicazione del principio “comply or explain” (rispetti la Direttiva 54 o spieghi perché non ti adegui ). Pari o Dispare si prende, in questa prospettiva, la responsabilità di operare con il solo strumento a sua disposizione, la persuasione morale, combinata al rigore analitico : vuole premiare chi adotta buone pratiche e sanzionare chi preferisce quelle cattive nel mercato del lavoro, consegnando ufficialmente ogni anno, ai primi, un euro di cioccolato e spedendo con altrettanta trasparenza e frequenza, ai secondi, una zolla di carbone zuccherato.
Una particolare conseguenza della mancanza di parità di genere nel lavoro italiano, che è allo stesso tempo causa di ulteriori discriminazioni, si evidenzia nel modo in cui i media trattano dell’universo femminile e lo rappresentano. Si osserva una pervasività martellante di alcuni stereotipi sulle donne: alcuni talmente palesi da risultare perfino comici, altri sempre più sofisticati e insidiosi, entrambi purtroppo di notevole efficacia. Va stigmatizzata la sottostante cultura retriva , riaffermata con le tecnologie più moderne e invasive, per gli effetti negativi sulla parità nella famiglia, nella società e nel mercato. Il Comitato intende monitorare e sanzionare moralmente anche queste cattive pratiche.

Pari o Dispare è la nostra scommessa. Ricorda il nome di un gioco che abbiamo conosciuto da bambine e bambini. Quando eravamo forse ancora uguali. Ora le dispare sono le donne italiane. E’ dunque tempo di ricominciare a giocare, in un 2010, anno pari, che segni davvero un cambio di passo contro le discriminazioni di genere perpetuate in Italia e ci riavvicini anche da questo punto di vista all’Unione Europea a 27. Non vogliamo vincitori o perdenti : vogliamo pareggiare per poter vincere tutte e tutti. Rendiamo, questo, un gioco a somma positiva per lo sviluppo del nostro Paese”.

Per informazioni: Ufficio Stampa Claudia Caputi +39 335 356628 ufficio stampa@pariodispare.org - Segreteria Valeria Manieri + 39 3472829366

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